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10 marzo 2015

MUMble... MUMble Di mamme e dintorni.

Ciao a tutt*.

Il 15 novembre 2014 ho iniziata la mia collaborazione con lenuovemamme.it, con la rubrica illustrata "MUMble… MUMble Di mamme e dintorni."

Vignette per raccontare di mamme (mum) e bambin* e famigli@ e lavoro, e tutto quanto sarà utile per aiutarci a riflettere e risolvere dubbi (o sollevarli).

Sono graditi commenti, critiche e considerazioni, volti al confronto.

Per chi avesse voglia di partecipare raccontando episodi o sollevando questioni e domande, da cui potrò prendere spunto per il mio lavoro e rendere la rubrica partecipata, può scrivere a anarkikka@lenuovemamme.it




3 maggio 2012

About WomEn

Trovo mamma a terra, rannicchiata dietro il divano. C’è la Tv a tutto volume, ha lo schermo rotto e il telecomando è in mille pezzi. Mamma ha la faccia piena di sugo e un mucchietto di capelli strappati che le pende di lato, come una ragnatela. Mi avvicino e la scuoto, ma non apre gli occhi. Ci sono i cocci verdi delle bottiglie di papà intorno a lei, la birra che scorre sul pavimento. Mamma non apre gli occhi, la chiamo. Ci sono sedie scaraventate a terra, una ha una gamba rotta. Mamma non apre gli occhi, non risponde, sulla coscia ha un’enorme macchia viola. C’è una montagna di schiuma nel lavello della cucina, i piatti sono infilati dentro e l’acqua è aperta. Le tende sono strappate ed entra tantissimo sole. Mamma non apre gli occhi, non risponde, continuo a scuoterla, ha una palpebra gonfia. Ci sono i resti del pranzo spiaccicati sul tavolo, l’anta del frigo è spalancata, le calamite e i miei disegni sono tutti a terra. Mamma non apre gli occhi, non si muove, non risponde. C’è la cintura di papà sul divano. Prima di andare via ha dimenticato di rinfilarsela.

da "E' Donna"
di Stefania Spanò e Francesca de Lena
per la Fondazione Pangea Onlus

Tutti i diritti riservati.

26 aprile 2012

Maternità e lavoro

Il mio bambino mi ha dato un calcio mentre facevo la fila per la ruota panoramica. Mio marito era a lanciare freccette al tiro al bersaglio, altrimenti si sarebbe precipitato a poggiarmi una mano sulla pancia

Da quando sono incinta gli uomini non fanno altro, poggiano la mano e sorridono.

Siamo venuti al luna park alla fine di una brutta giornata.

- Che bella pancia! - ha detto stamattina il mio capo invitandomi nel suo ufficio. Mi ha fatto accomodare tra mille cerimonie e ha preso a gesticolare e parlare con voce concitata: - Devo farlo - ha detto. - Non è una mia decisione mandarla via, mi creda. Ha abbassato gli occhi e si è messo a scuotere la testa, la scuoteva così forte che ho temuto gli si staccasse dal collo: E’ uno scandalo! sembrava pensasse. Quando l’ha rialzata ha fatto un grosso sorriso, si è messo in piedi e mi ha accompagnato fuori. Mi ha fatto gli auguri per tutto, ma soprattutto per il bambino.

- Posso? - mi ha chiesto.

Non ho neanche avuto il tempo di rispondere e già avevo la sua mano sulla pancia.


da "E' Donna"
di Stefania Spanò e Francesca de Lena
per la Fondazione Pangea Onlus

Tutti i diritti riservati.

5 ottobre 2011

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Lavoravano senza contratto.
In nero.
Quattro euro l'ora.
Per dodici ore al giorno.
In un edificio fatiscente.
Per sopravvivere.

Erano giovani.
Donne.
Italiane.
Senza futuro.